In quanti hanno già scritto di quanto erano belle e interminabili le vacanze estive nei lontani anni della gioventù?!
//Tipo tutti.
Tutte le persone che amano la scrittura, prima o poi si lasciano andare alla tentazione di scrivere e descrivere con una nostalgia struggente, dei 40° all’ombra alle due del pomeriggio //che dormire, come avrebbero voluto i genitori, proprio non se ne parlava// degli infiniti bagni a largo //che facevano incazzare tutte le madri, ma soprattutto “non sono ancora le 4, ti viene una congestione”// delle sere in cui potevi stare alzato fino a tardi come i grandi //salvo poi crollare e farti riportare in braccio da papà// e per finire, la prima aria autunnale, solo accennata, gli ombrelloni chiusi e quei tramonti sempre più precoci. Le valige sul letto //quelle di un lungo viaggio, Julio Iglesias//.
Già sento la lacrimuccia che bussa all’occhio destro…

Però, quando diventi “grande” e il mare, se sei fortunato come me, lo vedi solo dalla finestra dell’ufficio //e se sei sfigato lo vedi una settimana all’anno// è davvero impossibile non cedere alla tentazione di spaziare con la mente e pensare che 15 anni fa a quest’ora //sono le 15,20// con una forza e un’energia che averla adesso conquisteresti il mondo, eri con tua cugina ad agghindarti per uscire e andare “sotto le castagne” di Celso per vedere il ragazzino che ti piaceva //e che ora non toccheresti nemmeno con un dito, ma questo non lo diciamo!//

E’ troppo forte la tentazione di ricordare l’assordante frinire delle cicale, che tutt’oggi mi regala una pace interiore //che nemmeno il tavor// che nemmeno una vita di meditazione potrebbe darmi.

E poi quando cresci un pochino passi le prime estati a casa da solo, e con gli amici //disadattati sociali come te// al posto di fare quello che fanno tutti, ovvero andare al Parco Lambro a prendere il sole //insieme a un nugolo di tamarri spaziali// ti rinchiudi in casa e cerchi l’ispirazione creativa, che a 4 occhi si sa, viene più facilmente //che ad averlo fatto durante l’anno, magari evitavi il 4 secco in architettura, ma va bhe…// e finisci con tavoli, sedie, pavimento e capelli sporchi si colori ad olio e //la consapevolezza che “oh mio dio ma io… non so disegnare!!!!”//

Tre interi mesi di serie tv accompagnate da gelato e sigarette… e poi… E poi a settembre di colpo ripiombi nella terribile realtà che ti vede tornare a scuola //senza uno straccio di compito fatto. Dov’è il secchione che mi serve?!// senza aver capito esattamente cos’hai fatto in quei grossi, grassi mesi estivi, e dicendo “Ho sprecato le mie vacanze! Come al solito!!!”

Averli adesso quei tre mesi!!! Altro che ispirazioni creative, altro che comprare i fogli per acquerello //che se guardo bene in fondo all’armadio a casa dei miei li ritrovo, sicuro!//
Adesso saprei che fare, saprei esattamente come spendere meravigliosamente ogni giorno di ogni settimana di ognuno di quei 3 meravigliosi mesi che non mi sono più concessi:

1. leggerei tutti i libri che ho comprato e messo da parte
2. comprerei libri nuovi perché avrei finito i vecchi
3. scatterei un sacco di foto con le mie nuove lomo
4. comprerei delle nuove lomo (ho giusto visto un fisheye…)
5. dipingerei la parete della testiera del letto in stile Shabby Chic
6. dipingerei molte pareti, a dire il vero
7. farei tante gite col mio cane, e qui si torna al punto 3.
8. andrei al mare (semplicemente…!)
9. andrei al Duomo a rilassarmi con il suono assordante delle cicale
10. farei anche un po’ più di vita sociale e notturna, potendo dormire al mattino
11. finirei di scrivere quella “cosa” che ho nel cassetto da mesi
12. inizierei a scrivere “quell’altra cosa” che è nel cervello da mesi
13. passeggerei
14. andrei a trovare i miei e gli amici a Milano
15. andrei a fare shopping in centro (già che mi trovo a Milano…)
16. riprenderei lo studio del giapponese con costanza
17. magari in tutto questo, una vacanzina oltreconfine… ci starebbe
18. quel ritiro buddista di cui parliamo sempre con un amico quando odiamo il mondo più del solito…
19. mangerei il gelato
20. mangerei montagne di gelato
21. …

E invece. La mia settimanella timida. Correrò come un beep beep impazzito dicendo “Devo fare questo, e anche quell’altro!”, poi mi renderò conto che non ho la forza di fare niente, mi siederò sul divano e mi rialzerò il giorno in cui dovrò tornare al lavoro pensando “Ho sprecato le mie vacanze! Come al solito!!!”