Il 30 giugno per i milanesi e limitrofi è stata una giornata indimenticabile. Non avrei voluto usare proprio il termine indimenticabile, ho cercato un aggettivo diverso, ma poi mi sono resa conto che è proprio il termine giusto: nella memoria per sempre.

yoshimoto feltrinelliImmaginando la folla che ci sarebbe stata, io per stare sul sicuro alla Feltrinelli ci sono andata alle 15,30! Eh, ma che esagerata, mi dicevano. Eh ma non serve, mi dicevano. Invece ho fatto di testa mia e mi sono guadagnata la prima fila, mentre minuto dopo minuto arrivava gente costretta ad appollaiarsi in ogni angolo possibile.
Banana Yoshimoto oltre il sold out!!!

Ho girato tre brevi video, che posto di seguito.


L’arrivo.


I ringraziamenti, i primi accenni al libro, il tema nascosto della Corea del Nord.


I temi nascosti, la costruzione dei personaggi, la sensibilità infantile da non perdere mai… e quanto c’è di autobiografico nei protagonisti dei suoi romanzi.

Ci sono state delle domande dal pubblico, la prima è stata sul tema della morte, che è frequente nei suoi romanzi. La Sensei ha risposto che ognuno di noi ha un tema che gli sta a cuore, per lei non è tanto la morte, quanto l’elaborazione e il superamento della stessa.
La domanda successiva, più leggera, è stata riguardo al cibo e Banana ha scherzato, dicendo che anche il giorno prima, all’Expo, le avevano chiesto la stessa cosa: il suo cibo preferito, il suo comfort food. La risposta forse è meno originale di quanto ci si possa aspettare: riso e zuppa di miso! Secondo lei niente è più comfort di una bella misoshiru quando si è malati. Un po’ come per noi il brodino caldo della nonna!
La terza domanda è stata relativa alla traduzione e quanto, secondo lei, un romanzo potesse perdere la sua forza passando dalla sua lingua madre a un’altra. La risposta è stata che il lavoro di traduzione è portato avanti in coppia, autore e traduttore che passo dopo passo cercano di ricostruire il romanzo in modo che il risultato sia quanto più possibile fedele all’originale.

E’ seguita una lunga sessione di autografi. Lunga come la coda che – in maniera del tutto italiana e per nulla giapponese, ovvero una calca umana scomposta e disordinata – si era formata davanti al tavolino su cui la Sensei si dedicava a firmare il libro.

Delle mie personali impressioni non frega nulla a nessuno, è ovvio, ma voglio dire lo stesso che è stata un’esperienza eccezionale, LEI è una persona eccezionale che ha dedicato un sorriso e una gentilezza ad ognuno di noi. Spesso quando si incontra un “mito”, passatemi il termine, si rimane delusi e si pensa che sarebbe stato meglio non scoperchiare quel vaso di Pandora. Mi è capitato, purtroppo. Invece questa volta mi sono trovata davanti una persona umile, gentile, rispettosa, e talmente sorridente da risultare splendente.

Grazie Sensei ♥ ci si rivede. Magari a Tokyo ♥