Stanotte ho fatto un sogno angosciante, e la protagonista era una mia vecchia compagna di scuola, che per comodità chiameremo A.
Si, proprio come quella di Pretty Little Liars.

A. ed io non ci siamo mai sopportate, lei era una di quelle classiche gatte morte che di tanto in tanto faceva dei provini per dei talent show (i primi talent che all’epoca erano forse due, non duemila come ora) e puntualmente non veniva presa. Io ero solo io.
Devo essere onesta e dire che mi è sempre sembrato strano che non la scegliessero: bella era bella, un po’ troppo lampadata come tutte le ragazze di provincia, ma a quello si rimedia. Mi pareva pure che sapesse cantare, quindi non so come mai non l’abbiano mai presa. Mah.

Ad ogni modo, lei era cosciente che nel momento in cui si sedeva in prima fila e appoggiava il culo sulla gamba piegata, tutta la classe (compresa me!) faceva un minuto di silenzio. Quindi assumeva quell’aria odiosa di chi sa di esser bella ma non sa gestire la cosa in modo da non darlo a vedere.
Chi mi conosce sa che sono un’estimatrice di belle donne, quindi non è la mia invidia a parlare, sto semplicemente esponendo i fatti.

E i fatti sono che, nonostante il mio pensiero non vada mai a lei, stanotte l’ho sognata, lampadata e odiosa come sempre. Questo perchè lei rappresentava il male per me. E forse lo rappresenta ancora. Con quei suoi modini da diva de noartri, la sua pelle bruciata dai raggi UV e il suo amore per tutto ciò che io ho sempre odiato, da Maria de Filippi alle Veline, per me lei era una nemesi.

Al mio risveglio mi sono chiesta: ma se A. per me rappresenta questo, senza nemmeno immaginarlo lontanamente, io sarò la A. di qualcuno? Chissà se c’è una persona che mi sogna svegliandosi di malumore pensando “Ma tu guarda quella scema. Me la sogno ancora dopo tanti anni, e lei nemmeno lo sa!”

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“Quando sogni qualcuno non è perché quel qualcuno vuole qualcosa da te.
È perché sei tu che vuoi qualcosa da lui.”
//Emily – Pretty little liars