C’era una volta il lavoro.
Poi c’erano altre forme creative di guadagno come lo spaccio, il furto, la vendita di organi, compreso l’imene che, dicono, venisse pagato a prezzo d’oro. Il prezzo era inversamente proporzionale all’età della proprietaria e, dicono, ci si facessero dei bei soldi.
Un giorno ci si rese conto improvvisamente che il lavoro era passato di moda e la nuova tendenza era darsi alle forme di guadagno alternative, quindi si creò una concorrenza spietata nel mercato della droga e degli organi.
Dicono che sulle bancarelle si trovasse colombiana in saldo al 50%, e in omaggio per i clienti affezionati ci uscisse anche un rene stagionato.
Gli imeni andavano a ruba, fino a che si estinsero del tutto e la gente rimase piuttosto perplessa nel constatare che “le ragazzine di oggi sembrano tutte delle piccole puttane!”.
La stessa gente che aveva smesso di collezionare farfalle per darsi alla collezione di verginità altrui.

Un giorno Biancaneve, che era stata mollata a casa dai sette nani che non potevano più permettersi la colf perché la miniera li aveva messi in mobilità, si trovò in grossa difficoltà perché non sapeva più come pagare l’affitto del castello dopo la separazione dal Principe caduto in disgrazia con la fine della Monarchia in seguito ai risultati del referendum istituzionale del 2 giugno.
Quindi si recò al mercato per vedere se nei cassonetti poteva trovare un gambo di sedano e un fegato avanzato con cui sfamarsi e qui incontrò un Ministro della neonata Repubblica che le chiese se lei, così carina e (pare, ma sono solo voci di corridoio) disponibile, facesse in realtà la escort per potersi permettere di vivere da sola in un castello così grande.
Poteva essere un pensiero gretto, così su due piedi, ma a pensarci bene la bolletta dell’Enel di quel castello avrebbe giustificato qualche domanda in merito al mantenimento della giovane.
Biancaneve non fece nemmeno finta di offendersi davanti a una simile domanda, ci passò sopra con le scarpette di cristallo acquistate su Ebay nello store di Cenerentola , spinse il Ministro in un vicolo e e ci fece sesso tra il chiaro e lo scuro perché il tipo non era affatto male. A titolo gratuito, ovviamente.
Poi tornò a casa senza né sedano né fegato, si versò un bicchiere di sidro bianco con olive e riflettè su cosa aveva da vendere o offrire.

Di vendere il proprio corpo non se ne parlava: Biancaneve era una donna emancipata ma tutto sommato non era mica la principessa sul pisello! Gli unicorni da riproduzione li aveva già venduti, il drago l’aveva affittato a Gardaland come mascotte, e di verginità non ce n’era più nemmeno l’ombra.
O forse si…?
Forse non era tutto così squallido e tragicomico nel mondo, forse c’era ancora il germoglio della purezza da qualche parte… Forse poteva esserci ancora qualcosa di vergine, incontaminato e inviolato. Forse…
Dopo la terza bottiglia di sidro bianco e dopo aver finito le olive, si rese conto che l’unica merce che non era mai stata esposta sulle bancarelle… era il Cuore!
Povero piccolo organo dimenticato da tutti! Una leggenda narrava che da bambini si nascesse con il Cuore grande come il mondo e che anno dopo anno, esperienza dopo esperienza, delusione dopo delusione, il Cuore diventasse talmente piccolo da non vedersi nemmeno più negli ecocardiogrammi e sparisse del tutto con un “puff!” nel momento della morte della persona, che periva perché diventata troppo arida e priva di sentimenti.

Fu così che il giorno dopo, armata di buone intenzioni e di coraggio, Biancaneve si recò al mercato con una carriola pesantissima che conteneva il suo Cuore, contrariamente a quello dei suoi coetanei era grande, gonfio e di un rosso cangiante che quasi accecava.
Attaccato alla carriola un cartello: Vendesi verginità emozionale al miglior offerente. Astenersi perditempo.
Le persone che passavano davanti a quella carriola rimanevano profondamente turbati alla vista di un Cuore così colmo di sentimenti, alcuni addirittura scappavano urlando, spaventati all’idea di tanto amore.

Al Tramonto, Biancaneve era seduta sul marciapiede col vestito a balze sporco di fango e l’aria desolata. Il vermiglio del cielo si rifletteva sul Cuore scarlatto e giocavano a chi splendeva di più, mentre Biancaneve si chiedeva con aria distratta dove avesse sbagliato…
Fu in quel momento che passò di lì il Ministro del giorno prima, che si avvicinò con aria circospetta e chiese a Biancaneve che cosa sperava di fare con quel suo Cuore grande al punto di essere imbarazzante.
Biancaneve rispose che voleva rivalutare l’amore, sperava che esibendolo in maniera sincera e orgogliosa qualcuno ne sarebbe rimasto attratto e l’avrebbe voluto acquistare per tenerlo con cura come una merce rara.
Il Ministro fu molto stupito dalla risposta sincera e sicura di Biancaneve ma non potè proprio fare a meno di far notare alla ragazza quanto sciocca fosse la sua idea, in un mondo dove i buoni sentimenti chiudevano in ribasso ogni sera a Piazza Affari, e dove l’amore era passato dall’essere fuori moda (ed eliminato perfino dagli outlet), all’essere considerato nocivo alla salute come il colesterolo alto in seguito a uno studio della Columbia University.

Biancaneve fece finta di non sentire, si armò del sorriso più amabile che aveva e chiese al Ministro se per caso lo volesse lui quel Cuore: prezzo modico e poca manutenzione.
Il Ministro, colto improvvisamente da sentimenti molto quotati a Piazza Affari, come “Ansia”, “Inquietudine” e “Disagio”, farfugliò cose poco comprensibili e si dileguò a velocità impressionante, probabilmente per andare a giocare in borsa i suoi nuovi sentimenti.

Biancaneve restò sola sul marciapiede, le scarpette di cristallo acquistate su Ebay nello store di Cenerentola appoggiate accanto a sé, e davanti il suo Cuore orgoglioso di aver vinto il confronto col Tramonto ormai sparito all’orizzonte per la vergogna.
La gente è strana…” si disse fra sé e sé, chiedendosi, in realtà senza essere in cerca di una vera risposta, se mai sarebbe riuscita a vendere quel Cuore “grande al punto di essere imbarazzante”… se magari il Tramonto se lo sarebbe comprato per darlo in pasto ai pesci e smettere di fare brutta figura al confronto… e se il Ministro sarebbe tornato, prima o poi.

Ma alla fine, tutto questo che importanza avrebbe avuto? La colombiana stava ancora in saldo al 50%…