Quando leggo in giro il termine “libri da spiaggia”, o “libri sotto l’ombrellone” non posso fare a meno di avere un brivido lungo la schiena. La vita è troppo breve per leggere romanzetti frivoli!!!
Ecco tre dei libri che hanno accompagnato la mia estate. Li ho scelti perché sono scritti da tre diverse autrici giapponesi, con stili molto differenti fra loro ma tutti coinvolgenti. Tre linguaggi, tre ambientazioni, tre sensibilità.

Ozeki
Ruth Ozeki, Una storia per l’essere tempo
/ Ok, ho mentito. La Ozeki non è giapponese di nascita, ma di adozione. Madre giapponese, padre americano, è cresciuta tra l’America, il Canada e il Giappone, e nel suo romanzo si capisce perfettamente, proprio perché coinvolge queste tre realtà.
Non mi dilungherò sulla trama, perché potete leggerla direttamente sul sito della casa editrice o su Amazon.
Dico solo che è straordinario quante cose riesca a inserire l’autrice nel romanzo, dalle pratiche buddiste (lei stessa è una monaca buddista), alla meccanica quantistica, passando per la storia (racconta dettagli toccanti della Seconda Guerra Mondiale), facendo un occhiolino anche all’entomologia.
Tutti questi ingredienti sono sapientemente calibrati, dando vita a un romanzo che, una volta iniziato, non vedrete l’ora di terminare per rispondere a delle domande che vi terranno sempre con la mente attaccata al libro, anche durante la vostra gioranta, mentre cucinate, mangiate, andate a fare la spesa… Lì proprio scegliendo i cereali vi troverete a domandarvi: Nao alla fine si suiciderà? E il padre ritroverà la voglia di vivere? Che ne sarà della vecchia Jiko? Ruth riuscirà a mettersi in contatto con Nao? E riuscirà a ritrovare l’ispirazione per scrivere?

“E’ una canzone sentimentale, che dice che va bene avere obiettivi impossibili, perché se segui la tua stella irraggiungibile, per quanto lontana e senza speranza, morirai in pace con te stesso, anche se in vita ti avranno disprezzato e sarai coperto di cicatrici come me.”

Ruth Ozeki Official Site

 

Ogawa
Ito Ogawa, Il ristorante dell’amore ritrovato
/ Non vi piace cucinare? Nemmeno a me. Però devo dire che questo libro trasuda amore per il cibo da ogni pagina ed è davvero contagioso. Alla fine avrete voglia di scaricare da internet tutte le ricette che Ringo-chan prepara sapientemente e con passione.
Oltre a un’illuminazione culinaria comunque, Il ristorante dell’amore ritrovato può fornire spunti interessanti anche su aspetti della vita meno pratici e più intimi.
Non tutto è come sembra. A volte dovremmo fermarci e chiederci se siamo coì sicuri di voler disprezzare tanto qualcuno che, magari, non ci ama come vorremmo, ma nell’unico modo che sa fare.

“Se pure mi avessero strappato di dosso fino all’ultimo indumento e fossi rimasta completamente nuda, sarei stata sempre e comunque capace di cucinare. Avevo ormai preso la decisione della mia vita.”

Ito Ogawa Official Site

 

Yoshimoto
Banana Yoshimoto, Andromeda Heights
/Banana Yoshimoto la conosciamo tutti. Sappiamo che, come descrive lei l’animo umano, nessuno mai. Le atmosfere “yoshimotiane” (questa me la sono inventata) sono oniriche pur essendo tangibili, i personaggi hanno sempre qualcosa di sovrannaturale ma i loro problemi sono i nostri problemi.
Shizukuishi è cresciuta su una montagna meravigliosa, con una nonna che più che un’erborista è una strega, e la sua vita in città se da un lato è un’avventura, dall’altro è una sofferenza. La protagonista cresce, cambia, non si perde d’animo nonostante non abbia le nozioni necessarie per vivere lontano dalla sua montagna. Ce la fa perché la vita ci avvicina sempre ai nostri simili. Non bisogna perdere la speranza. Tra persone affini ci si sente, ci si trova, e si forma un nido in cui vivere una vita altrimenti solitaria e triste.

“Qualcosa di grande mi avrebbe protetto, ovunque mi fossi trovata e in qualsiasi momento, e se anche la superbia me l’avesse fatto dimenticare, se la sensazione di stare vivendo da sola mi avesse fatto agire con imprudenza, quel qualcosa lo avrebbe accettato e accolto. Le persone sperimentano la solitudine, urlano e strepitano di fronte al dolore e alle prove della vita, si misurano con i sentimenti più diversi, ma sarebbe sufficiente aprire bene gli occhi per capire che siamo sempre protetti.”

Banana Yoshimoto Offcial Site